La domanda più importante che poniamo nella nostra prima conversazione con i fondatori di un’azienda non è come funziona il loro business o chi sono i loro concorrenti, ma quale problema delle persone si propongono di risolvere.

Quello che trovo sorprendente è che novantanove volte su cento rispondono con una descrizione della loro attività e dei vantaggi che offre, anziché illustrare quale problema mirano a risolvere.

Notate che non si tratta di problemi, ma di soluzioni.

Per costruire un brand che venga subito amato dal pubblico, deve accadere il contrario. Dovete trascorrere tutto il vostro tempo pensando alle persone che mirate a raggiungere e al modo in cui tendete migliorare la loro vita.

Tutti i migliori brand si rivolgono i bisogni umani più profondi, quelli che vanno al di là di quelli funzionali.

Prima ancora di pensare a casa un brand dovrebbe rappresentare, assicuratevi di essere sempre chiari sul bisogno emotivo del pubblico di riferimento.

Quando vi basate sui consumatori e su ciò che potete fare per loro, il branding diventa un atto di generosità anziché di autocompiacimento.

Non si tratta di “guardami, ascoltami, ecco perché sono eccezionale, presta attenzione”.

Si tratta piuttosto di “ecco cosa ho capito dei tuoi bisogni ed ecco come posso aiutarti”.

Dovete trovare un modo per unire le due cose pensando non solo a ciò che il brand fa oppure a ciò che comunica, ma come fa sentire le persone.

Se un brand parla alla loro identità e i loro valori, ne consegue che le persone si sentono connesse con altre che condividono gli stessi valori. … La community si forma quando i brand sono in grado di creare fin dall’inizio unità su valori condivisi.

E quant’è più appagante scegliere un brand la cui intera esperienza è stata singolarmente progettata pensando alle vostre esigenze.

I brand più interessanti, quelli per i quali le persone sviluppano una mania, hanno in sé una contrapposizione.

Giocano con il potere della sorpresa.