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L’argomento di oggi è eterodirezione.
Sembra una parola difficile ma il suo ambito è noto a tutti: il riconoscimento di rapporti di lavoro subordinati.
L’eterodirezione è uno dei presupposti, insieme ad altri indici che deve sempre esserci in un rapporto subordinato.
Esistono, infatti, altre tipologie contrattuali di collaborazione tra datore di lavoro e lavoratore che possono avere carattere autonomo o parasubordinato.
Talvolta accade che rapporti di lavoro formalmente di completa autonomia nei fatti svelino la subordinazione.
Ecco che l’eterodirezione è uno degli elementi per accertare tale eventuale diversità.
Accanto a questa gli altri indici rivelatori del rapporto subordinato sono:
Attività svolta prevalentemente presso i locali aziendali;
Presenza costante presso il luogo di lavoro con orario fisso e con onere di giustificazione in caso di assenza;
Piano concordato per la turnazione delle ferie
Utilizzo, per lo svolgimento dell’attività lavorativa, di strumenti di proprietà del datore di lavoro;
Mancanza di un’attività imprenditoriale e di rischio minima La prova di questi requisiti è sempre a carico del lavoratore che dovrà sostenere di aver reso la propria prestazione senza autonomia organizzativa e direttiva.
Quindi al contrario le collaborazioni di lavoratori autonomi devono rispondere ad effettive esigenze di professionalità estranee all’attività ordinaria.

Per vedere il video clicca su https://youtu.be/9MT1wn_JIyA

A presto con un argomento “estivo”.

E di ETERODIREZIONEParola difficile che esprime un concetto noto a tutti ... si parla di eterodirezione quando vogliamo individuare il riconoscimento del rapporto di lavoro subordinato ... iscriviti se vuoi anche al canale Youtube per essere sempre aggiornato!Pubblicato da Chiacchierando di diritto su Martedì 9 luglio 2019
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