Ebbene non possiamo più nasconderci, ormai anche i rapporti di lavoro sono diventati “social”, lo stesso account di Facebook ci chiede al momento dell’iscrizione dove lavoriamo.
Ma allora in un epoca in cui tutto è sociale, dipendenti e datori di lavoro possono sentirsi davvero liberi di condividere i loro pensieri, le loro emozioni, le loro attività ecc… anche nell’ambiente di lavoro???

Mmmmm

Forse vale la pena di rifletterci un attimo!!

Prima di capire come i social network possano entrare (o meno) anche sul luogo di lavoro è opportuno ricordare che FACEBOOK è UN LUOGO PUBBLICO (e come Facebook, ovviamente anche Instagram, Snapchat, Google Plus, Twitter, Linkedin e tutti gli altri social).
Lo ha chiarito anche la Corte di Cassazione (con la sentenza n. 37596 del 11.07.2014) che rileva: la piattaforma sociale Facebook (disponibile in oltre 70 lingue, che già nel 2008 contava più di 100 milioni di utenti) rappresenta una sorta di piazza immateriale che consente un numero indeterminato di accessi e visioni.

Immaginiamo allora che i social non siano più soltanto una tastiera e un video ma sia la piazza della nostra città, e che i nostri post non siano solo commenti furtivi ma vere e proprie urla di tutto quello che ci passa per la mente.

Siamo davvero sicuri di voler parlare con tutti del nostro rapporto di lavoro, del dipendente che non ci piace o del datore di lavoro che non sopportiamo???

Se la risposta è sì allora vorrei affrontare con voi questo gioco di ruolo (frutto di altrettante decisioni di Tribunali che hanno affrontato il tema).

1. “Sono stufa di fare il mio lavoro, voglio staccare un attimo e voglio dare uno sguardo solo per un secondo alla mia pagina Facebook”.
Sembrerà del tutto innocente questo mio comportamento ma in realtà non devo dimenticare che mi trovo sul luogo di lavoro e forse ripensandoci il mio capo potrebbe non gradire … La legge infatti gli consente addirittura, se si indispettisce troppo, di inviarmi prima una contestazione disciplinare e poi, magari, anche un provvedimento (un richiamo scritto, una multa, la sospensione dal lavoro e in casi estremi anche il licenziamento).

2. “Beh dai, che vuoi che sia se mi soffermo sulla mia pagina social o su quella dei miei amici (magari lascio anche un commentino o un like)”.
E’ proprio vero che agire in questo modo non ha conseguenze?
Il mio datore di lavoro potrebbe accorgersi che invece questo comportamento diminuisce il mio rendimento e oltre alla contestazione disciplinare, se il calo è così importante, potrebbe addirittura chiedermi di risarcirgli il danno provocato per effetto della mia scarsa attività.

3. “Oggi il mio capo mi fatto proprio arrabbiare e in più non mi piace il suo modo di pensare, mmmm scriverò qualcosa su facebook tanto adesso non sono al lavoro”.
Come negli altri due casi però non ho pensato che forse il mio datore di lavoro poteva non gradire il mio sfogo pubblico e così mi sono esposta, anche se non ero sul luogo di lavoro, a contestazioni disciplinari e a sanzioni.

4. “Vorrei proprio vedere cosa scrivono sui social i miei dipendenti magari trovo qualcosa di interessante … ecco quello che ha scritto il mio dipendente non mi piace per niente, penso che adotterò un provvedimento”.
Ehh sì anche se il dipendente non è sul luogo di lavoro posso avviare un procedimento disciplinare nei suoi confronti, ricordando sempre (però) che ne ho la facoltà solo se nel social network ha fatto riferimento a dati sensibili dell’azienda.

5. “Credo che dovrei limitare l’utilizzo di internet sul luogo di lavoro e in particolare penso che bloccherò l’accesso a facebook e agli altri social network”.
Per fortuna, con i dovuti accorgimenti, posso inserire delle restrizioni all’uso di internet per evitare distrazioni da parte dei miei dipendenti ed eventualmente, dopo averli avvisati, monitorarne l’utilizzo.

Ti sono piaciuti questi spunti? Non dirmi che almeno una volta non ti è capitato di trovarti in una di queste situazioni …

Quello che consiglio io, per evitare antipatiche discussioni, è cercare un giusto compromesso concedendo da un lato “un po’ di svago” anche durante l’orario di lavoro (durante la pausa caffè?) ai propri dipendenti e dall’altro abituandoli ad utilizzare in modo consapevole questo nuovo luogo pubblico virtuale.

Non sei d’accordo??

Open chat
1
Buongiorno, come posso esserti utile?
Powered by