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L’argomento del controllo satellitare si inserisce evidentemente in quello più articolato del controllo del dipendente. La disciplina contenuta nell’art. 4 L. 300/70 è stata recentemente novellata dopo anni di staticità e si è assestata a confermare quello che ormai era divenuto prassi nelle aule dei Tribunali.

In particolare la fattispecie dispone che qualunque atto che potenzialmente possa avere manifestare un controllo sull’attività del dipendente deve essere necessariamente autorizzato da un accordo sindacale o da uno specifico nulla osta dell’Ispettorato territoriale del lavoro.

Non basta.

Accanto all’autorizzazione il lavoratore deve essere necessariamente informato della presenza della strumentazione atta ad effettuare il controllo.

Ecco che allora in tema di GPS il datore di lavoro non potrà installare strumenti di geolocalizzazione, quand’anche a salvaguardia del bene aziendale e del suo contenuto, senza aver preventivamente ottenuto il beneplacito all’utilizzazione.

Alla normativa delineata eccettuano quegli strumenti utilizzati per scopi lavorativi. Ad oggi la giurisprudenza sta fornendo sempre maggiori elementi per realizzare il discrimine tra ciò che deve essere autorizzato e ciò che invece è nella piena disponibilità del datore di lavoro.

In ogni caso qualunque controllo sia effettuato questo deve, quand’anche autorizzato, non essere lesivo della privacy del lavoratore secondo quanto stabilito dal Reg. UE 679/16.

Infine, qualora il datore di lavoro abbia timore della commissione di un illecito (e/o reato) sarà sempre possibile l’utilizzo di strumenti di controllo che quindi avranno scopo di verifica ex post rispetto agli accadimenti oggetto di esame.

Buona visione del video che sottolinea gli elementi sin qui presentati!

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