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Il concetto di invalidità implica in sé la valutazione di altri aspetti come la capacità lavorativa e la valutazione circa il mantenimento del posto di lavoro.

Innanzitutto, la capacità o meno si riferisce alla valutazione della possibilità o meno per il prestatore di eseguire l’attività lavorativa affidata attraverso una verifica psico-fisica.

Detto accertamento può essere condotto su richiesta dello stesso lavoratore o anche dell’azienda (ad es. dopo un lungo periodo di assenza per malattia o infortunio).

La valutazione del medico del lavoro competente può generare risultati differenti: incapacità parziale o totale per una determinata mansione e per qualunque attività, incapacità temporanea o permanente.

A fronte della verifica possono poi essere stabilite delle limitazioni/prescrizioni per il futuro svolgimento della prestazione.

In relazione alle risultanze quindi il lavoratore può o meno essere mantenuto a svolgere la prestazione.

Qualora diventi invece incompatibile la prosecuzione dell’attività con le patologie riscontrate l’azienda dovrà valutare un riposizionamento verso le mansioni che lo stesso sia ancora in grado di svolgere.

Il licenziamento è possibile solamente per i casi più gravi dove l’oggettività dell’incapacità permanente o totale impedisce l’esecuzione di qualunque attività.

Il lavoratore, è bene ricordarlo, può sempre impugnare il provvedimento del medico del lavoro.

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