Seleziona una pagina

Oggi vorrei parlare di un argomento a me caro prendendo spunto da un caso che sempre più spesso viene sottoposto alla mia attenzione:

IL DIPENDENTE CHE, DURANTE LA MALATTIA O L’INFORTUNIO, PRESTA SERVIZIO PRESSO ALTRE AZIENDE

La fattispecie per quanto facilmente comprensibile nei contenuti rivela, di contro, aspetti importanti che appare doveroso sottolineare.

La situazione è quella del dipendente che si assenta dal luogo di lavoro, vuoi per malattia o per un infortunio, e che nel frattempo si reca presso un’altra azienda per svolgere una prestazione lavorativa (talvolta anche analoga a quella svolta nella propria azienda).

Ciò che alla scrivente interessa in questa sede evidenziare sono:
1. come controllare l’effettiva prestazione
2. vi può essere compatibilità tra le attività
3. quali conseguenze implica il comportamento e come sanzionarlo

1. Come effettuare il controllo

In ottemperanza a quanto previsot dallo Statuto dei Lavoratori è fatto divieto al datore di lavoro di controllare autonomamente il dipendente (sia nei locali aziendali che al di fuori).
Ma allora come fare?
Innanzitutto la verifica deve essere svolta soltanto a fronte di un ragionevole sospetto di violazione delle norme relative alla malattia o all’infortunio.
Qualora vi sia il sospetto (dato molto spesso anche da segnalazioni esterne all’azienda) il datore di lavoro potrà procedere con il controllo capillare del dipendente attraverso l’ausilio di un investigatore privato.
Soltanto a fronte del sospetto e/o segnalazione le risultanze degli accertamenti condotti dall’agenzia di investigazione potranno essere utilizzare anche durante un’eventuale giudizio; ciò per l’evidente motivo che diversamente (con un costante monitoraggio del lavoratore si manifesterebbe quel tipo di controllo che lo Statuto dei Lavoratori mira ad evitare).
La risposta del primo punto sarà:

CON UN’AGENZIA DI INVESTIGAZIONE

2. Ogni attività del dipendente è esclusa?

Per rispondere a questo quesito è sempre necessaria la valutazione del caso concreto.
Secondo quanto insegna la Corte di cassazione “il comportamento del dipendente che presta attività lavorativa durante il periodo di assenza per malattia può costituire giustificato motivo di recesso da parte del datore di lavoro solamente se esso integri una violazione dei doveri generali di correttezza e buona fede e degli specifici obblighi contrattuali di diligenza e fedeltà” (Sentenza n. 27333 del 2017).
Questo significa che esiste la residuale possibilità per il dipendente in malattia o infortunio di svolgere un’altra attività lavorativa. Sul punto è importante ricordare che la prova del rispetto degli obblighi di correttezza e fedeltà nonchè della compatibilità tra la patologia e la prestazione lavorativa incombe sul lavoratore.
Accade, tuttavia, molto spesso che la malattia o l’infortunio siano così invalidanti da rendere impossibile ogni attività.
La risposta al secondo punto sarà:

DIPENDE DALLA VERIFICA DEL CASO CONCRETO

3. Che conseguenze vi sono per il dipendente “fraduolento”

Le conseguenze, nell’ipotesi di incompatibilità, devono essere esaminate sotto un duplice profilo: quello del rapporto di lavoro e quello nei confronti dello Stato.
Nell’ambito aziendale, il datore di lavoro può procedere con la comminazione di una sanzione disciplinare, che secondo la gravità dell’evento può anche essere quella licenziamento per giusta causa, e parallelamente deve comunicare agli enti Inps o Inail dell’inesistenza dell’evento morboso, al fine di evitare il pagamento dell’indennità relativa al periodo di malattia o di infortunio.
Il secondo profilo, quello nei rapporti con lo Stato, appare altrettanto significativo; il lavoratore che artatamente finge una malattia o un infortunio commette infatti il reato di truffa ai danni dello Stato con le conseguenze previste dal nostro codice penale (art. 640 c.p.).

La risposta al terzo punto sarà:

POSSIBILE LICENZIAMENTO E POSSIBILE DENUNCIA

Affidarsi anche in questo caso ad un buon legale può essere utile, per entrambe le parti, per raggiungere un’intesa che appiani l’eventuale degenerazione del fatto. Ed in tal senso porto la mia esperienza, in analoghe situazione infatti sono riuscita nella quasi totalità dei casi a raggiungere delle intese che evitassero strascichi anche al di fuori delle “mura” aziendali.

Open chat
1
Buongiorno, come posso esserti utile?
Powered by