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Buongiornooooo!!!!

è un po’ che voglio affrontare un argomento che credo abbia toccato da vicino tutti i colleghi prima o poi: LE DOMICILIAZIONI

beh, ovviamente, non si può fare di tutta un’erba un fascio e devo ammettere che le considerazioni che seguiranno non riguardano la totalità dei colleghi che si sono affidati alla sottoscritta (con alcuni anzi ho piacevolmente collaborato e mi spiace non conoscerli di persona) ma non posso esimermi da portare in luce alcune situazioni davvero al limite dell’imbarazzante.

I colleghi che il più delle volte ci farebbero rimpiangere il “SI” concesso si possono suddividere in categorie …

La prima macro categoria è quella dei colleghi che chiedono la domiciliazione due giorni (forse anche meno) prima dell’udienza o della scadenza di un atto e che tutti trafelati tentano di spiegare l’attività da portare a termine, dove, intendiamoci PORTARE A TERMINE ha la stessa difficoltà della risalita dei salmoni!!! Sì, perché poi non si capisce come mai quello che viene riferito da questi colleghi non sia ciò che dovrebbe realmente accadere …

… e qui si interseca e si apre la seconda macro categoria quella dei colleghi che chiedono la sostituzione in udienza.

Sono coloro che dicono “non ti preoccupare ti riporti agli atti” così tu, baldanzoso e sicuro di sbrigare la faccenda in fretta, nonostante un bagaglio di informazioni sulle parti che in confronto i 160 caratteri di twitter sembrano l’edizione estesa dei promessi sposi, vai in udienza. Ecco, proprio in quel momento, il giudice ti riporta alla dura realtà sottolineando ti “avvocato certo lei si riporta agli atti ma quali, citazione, memorie istruttorie … oggi le ha detto il dominus che era chiamata per fare il punto della situazione …”!!!

Come dopo una doccia fredda improvvisi la classica faccia di cera e tentando di sbirciare (diciamolo inutilmente) i documenti con le mani a cielo tenti un’ingenuo “sa sono stata contattata soltanto ieri, ho fatto un piacere ad un’amico …” (si certo perché usualmente tale avv. Quagliarullo di S. Maria di Leuca è un stretto amico).

Poi dopo aver scalato l’Everest torni in studio e ti riprometti che non accetterai più domiciliazioni, ma ahimè alla prossima preso da mille pensieri dirai un nuovo SI!

Simile a questa situazione è quella della terza macro categoria, quella dei colleghi che ti chiedono un deposito/notifica.

Unico trend: mai procedere in fiducia all’incombenza.

E’ vero che purtroppo vale il detto tribunale che vai usanza che trovi ma la regola ha anche le sue eccezioni … numero delle copie di un atto per la notifica (dovrebbero essere sempre le stesse), compilazione cartoline delle raccomandate, individuazione dei destinatari e così potrei ancora procedere..

Ogni nome è frutto di pura fantasia… nessuno si senta preso in causa perché io per prima spesso mi perdo, le difficoltà che qui ho enfatizzato non sono altro che lo specchio di un’attività, quella del legale che troppo spesso è soffocata da inutili incombenze che nulla hanno a che fare con il “mestiere” che tentiamo di portare avanti … né vuole essere un rifiuto alle domiciliazioni perché come ho detto sono anche motivo di incontro con colleghi davvero preparati …

FACCIAMOCI DUE RISATE!!!!!

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