Con la newsletter di giugno potrai trovare tra le altre sentenze in materia di diritto del lavoro anche un focus.

Questo mese i focus della newsletter sarà: 
TRASFERIMENTO DEL LAVORATORE

Cliccando sui singoli link, oltre ai contenuti già presenti nell’articolo, troverai le sentenze integrali da cui sono tratti; in ognuna sono sottolineati i passaggi più significativi.
Buona lettura della newsletter!

Forma scritta del trasferimento e delle ragioni.

 Corte di Cassazione n.19143 del 6.06.2021

La Suprema Corte torna a ribadire il principio per il quale in assenza di precipue disposizioni del CCNL, in tema di trasferimento del lavoratore vige la libertà delle forme e il datore di lavoro non è tenuto a motivarlo, fatto salvo vi sia impugnazione in giudizio dello stesso. In quel caso, il Giudice deve unicamente valutare il nesso di causalità tra le ragioni e il trasferimento, senza entrare nel merito delle scelte aziendali.

Mancato adempimento all’ordine di trasferimento.

Cassazione civile n.13895 del 3.05.2022

Si richiama in questo caso il principio per il quale il rifiuto al trasferimento è legittimo solo quando non è contrario a buona fede. Infatti, nel contemperamento delle esigenze aziendali al trasferimento con il rifiuto del dipendente è fondamentale, per il giudice di merito, porre un bilanciamento che tenga conto anche dell’incidenza di tale provvedimento sulle fondamentali esigenze di vita e familiari.

Decadenza dall’impugnazione del trasferimento.

Cassazione civile n. 15206 del 12.05.2022

Il caso che occupa la Suprema Corte si riferisce, tra gli altri aspetti anche al trasferimento sancendo due importanti principi. Il primo che rileva si riferisce alla possibilità, attraverso un accordo sindacale, di derogare alla disciplina dell’art. 2112 c.c. Il secondo si riferisce alla decadenza dall’impugnazione; i Giudici hanno precisato che al caso di specie non si applichi il disposto della L. 183 del 2010 relativo al termine di impugnazione.

Riesame del trasferimento dopo una sentenza di rinvio.

Cassazione civile n.4404 del 10.02.2022

Il caso affrontato dalla Corte di Cassazione si riferisce ad un trasferimento la cui legittimità era già stata affrontata dagli stessi giudici e rinviata in Appello per alcuni aspetti peculiari. Nella pronuncia richiamata ciò che rileva è l’esame separato di due aspetti del trasferimento: le ragioni iniziali che sono poste a sostegno e che riguardano la libera iniziativa economica del datore di lavoro; il rifiuto del prestatore al trasferimento.

Concause del trasferimento.

Cassazione civile n. 29596 del 24.12.2020

Nella sentenza si ribadisce come nell’asserzione del lavoratore circa l’illegittimità del trasferimento debbano essere provate non solo l’insussistenza delle ragioni addotte dal datore di lavoro ma, anche, tutte le eventuali concause che si ricollegano all’impossibilità oggettiva del prestatore al trasferimento. Circostanze come quelle legale alla gestione di un familiare disabile o al mobbing quindi devono essere specificamente allegate.

Regolarità contributiva ed emissione del Durc.

Tribunale di Roma del 16.03.2022

La vicenda trae origine da un errore che l’Inps ha commesso nel considerare il mancato pagamento di un periodo di contribuzione quale condizione per l’emissione di un Durc negativo. In realtà il Tribunale ha rimarcato come tale ipotesi sia limitata alle sole casistiche elencate nel DM del 2015 art. 3.

Evasione contributiva ed elemento soggettivo nel ritardo o mancato pagamento.

Tribunale di Pavia del 23.032022

Nel caso esaminato il Tribunale si occupa di definire in modo puntuale, nell’ambito dell’omissione contributiva, cosa si debba intendere per elemento soggettivo e i casi in cui si possa ritenere o meno che si tratti di evasione.

CCNL vigilanza privata – servizi fiduciari.
Retribuzione sotto la soglia di povertà.

Tribunale di Milano del 22.03.2022

Il Tribunale di Milano affronta il caso del parallelismo tra la retribuzione riconosciuta nel settore vigilanza privata servizi fiduciari con quella cel CCNL multiservizi. In particolare, si spinge a verificare su parametri oggettivi se detta retribuzione sia o meno conforme al dettato dell’art. 36 Cost. e ai rapporti ISTAT sulla soglia di povertà, senza che incidano eventuali altri redditi percepiti nella famiglia del lavoratore.

Impugnazione del verbale ispettivo – valore delle dichiarazioni.

Cassazione civile n.12618 del 20.04.2022

Nella sentenza in commento la Corte torna a rimarcare il principio per cui le dichiarazioni rese in sede ispettiva non fanno prova fino a querela di falso ma sono valutate dal Giudice unitamente alle altre risultanze emerse nel corso del giudizio. Limitarsi pertanto a evidenziare che i collegamenti fattuali dell’Ispettorato non sono corretti non integra l’onere probatorio in capo al datore di lavoro. Allo stesso modo, qualora il contratto collettivo di riferimento applicato dagli ispettori differisca da quello utilizzato dall’azienda è onere di quest’ultima contestarlo puntualmente avanti a Giudici di merito.

Appalto genuino o no tra gli infermieri?
Quali sono i requisiti.

Cassazione civile n.7818 del 10 marzo 2022

Il lavoratore che ha agito avanti alla Suprema Corte ha inteso spingere per il riconoscimento di un rapporto subordinato in capo all’appaltante. Invero, la Cassazione ha evidenziato come, soprattutto per il settore infermieristico, è fondamentale il coordinamento da parte dell’appaltatore senza che a questo debba conseguire il riconoscimento di un rapporto subordinato; a tal proposito devono essere esaminati altri aspetti come il rischio imprenditoriale, l’impianto amministrativo.

Antisindacalità del comportamenti in azienda – interpretazione del caso concreto.

Tribunale di Santa Maria Capua Vetere del 24.022022

Il Tribunale nell’ordinanza in parola torna a sottolineare come sia determinante, ai fini della configurazione dell’antisindacalità di un comportamento datoriale, l’esame dello specifico caso concreto; non è infatti sussumibile in astratto una struttura che lo definisca in modo netto. In particolare, nel caso di oggetto il licenziamento di un rappresentante sindacale senza il preventivo nulla -osta dell’Organizzazione sindacale non è nullo bensì inefficace.

Riders – le modalità di esecuzione del lavoro possono rientrare tra le prestazioni subordinate.

Tribunale di Bologna del 24.02.2022

La pronuncia torna a focalizzare l’attenzione sul lavoro della categoria dei riders. In particolare, richiama i principi che regolano il c.d. tertum genus del rapporto di lavoro che presenta aspetti della subordinazione relativamente alla etero-organizzazione e all’impianto disciplinare e al contempo si configura come una collaborazione continuativa. Ai fini dell’attribuzione del carattere subordinato, così come inserito nella novella del Jobs Act del 2019, è pertanto determinante la considerazione delle modalità di esecuzione della prestazione.

I permessi sindacali delle RSU devono essere distribuiti in misura uguale tra i componenti.

Tribunale di Siena del 19.01.2022

Il Tribunale di Siena nella pronuncia ha mostrato innanzitutto l’importanza del giudizio a cognizione piena a seguito di quello sommario previsto dalla L. 92/12. Nel merito ha ritenuto fondamentale bilanciare nel giudizio tra l’attività sindacale svolta e le esigenze aziendali di fruire della prestazione di un dipendente che è anche rappresentante sindacale. La fruizione dei permessi, infatti, non deve impedire tout court le attività aziendali del componente delle RSU.

Mobbing e stalking occupazionale.

Cassazione penale n.12827 del 5.04.2022

La Suprema Corte penale ha ribadito in tema di mobbing e stalking che l’efficienza di una società non può essere realizzata mediante minacce e comportamenti denigratori dei collaboratori in quanto la tutela della persona deve considerarsi prioritaria rispetto agli interessi economico-aziendali. La condivisione estesa della volontà vessatoria può integrare unicamente un concorso di colpevolezza tra facenti parte del CDA non certamente l’esonero da responsabilità dell’autore materiale.

Differenze retributive per livello superiore – cosa e chi deve provare il diritto.

Tribunale Napoli Nord del 2.03.2022

Il Tribunale ribadisce come nel caso di richiesta di riconoscimento del livello superiore sia determinante che il lavoratore fornisca la prova delle attività svolte e la loro comparazione con quelle previste dalla contrattazione collettiva nel livello superiore.

Espressioni volgari e scortesi con i clienti – giusta causa di licenziamento.

Cassazione civile n.13774 del 02.05.2022

La Suprema Corte affronta il tema del licenziamento per giusta causa e della sua comparazione con le fattispecie disciplinari delineate dalla contrattazione collettiva. Infatti, ribadisce il giudice di legittimità, il giudice del merito deve approfondire maggiormente, rispetto al CCNL, il controllo sul parallelismo tra fatto concreto e previsioni contrattuali onde rinvenire dapprima l’esistenza della gravità o meno del comportamento e successivamente la sussumibilità dello stesso nell’alveo del licenziamento. E ciò al fine di determinare la correttezza o meno del licenziamento e della tutela accordata.