Con il mese di marzo 2022 il blog si arricchisce anche di spunti tecnici dati dalle più recenti sentenze nel campo del diritto del lavoro.

 

Cliccando sui singoli link, oltre ai contenuti già presenti nell’articolo, troverai le sentenze integrali da cui sono tratti, buona lettura della newsletter!

Quando essere committenti dei lavori non esime da responsabilità ex D.Lgs. 81/08

 Cassazione Penale n. 46883 del 24.02.2021

L’incidenza della scelta dell’impresa che effettua i lavori, determina necessariamente la negligenza o meno (quindi la correlata responsabilità) del committente rispetto alle previsioni del D.Lgs. 81/08. A fronte di ciò, anche l’individuazione di un lavoratore autonomo, magari con un rapporto riconducibile a quello subordinato, può rappresentare un momento importante per determinare la responsabilità del committente.

Covid-19 e mancata adozione delle misure di sicurezza: quando i mass media ti portano al licenziamento ritorsivo

Tribunale di Milano del 10.03.2021

I fatti del caso esaminato interessano oltre che il momento specifico Covid-19 un ulteriore aspetto, quello del diritto di critica dell’azione datoriale attraverso strumenti di diffusione di massa, quali giornali, social network e similari. La pronuncia individua esattamente i confini del diritto di critica e soprattutto il contesto entro il quale sia corretta la diffusione. In particolare, attua un raffronto tra l’interesse alla segretezza delle attività dell’azienda con quello pubblicistico della salute.

Illegittimità della cessione del ramo d’azienda. E se non riassumo il dipendente?

Tribunale di Roma del 12.01.2021

Il caso in questione coinvolge non solo il lavoratore e il suo attuale datore di lavoro, ma pone un importante passaggio a monte che è quello dell’esame del trasferimento/cessione d’azienda. Infatti, i riflessi di quest’ultima definiscono inequivocabilmente anche la successiva responsabilità nel versamento retributivo/contributivo al dipendente. Peraltro, il Giudice ci rammenta come, in caso di documentati eventuali e ulteriori pregiudizi,  il lavoratore abbia persino diritto ad un risarcimento del danno.

Lavoro straordinario oltre i limiti: basta!! Diventa usurante

Cassazione Civile n. 26450 del 29.09.2021

Con un orientamento ormai consolidato, la Suprema Corte torna sul tema dello straordinario. In particolare, focalizza l’attenzione sulla prestazione che non solo eccede la durata normale della prestazione ma che si protrae sino a superare i limiti massimi previsti dalla contrattazione collettiva a tutela della salute psico-fisica del lavoratore. In simili situazioni, il prestatore non solo ha diritto, ovviamente, alla maggiorazione per l’attività svolta, ma anche al risarcimento per danno da lavoro usurante.

Gruppo d’imprese. Due aziende e un solo dipendente che fa la spola. Chi lo paga?

Cassazione Civile n. 41417 del 23.12.2021

La Corte è tornata a pronunciarsi in tema di gruppo d’imprese e criteri da esaminare affinché si possa, o meno, ritenere configurata la fattispecie. Pur nella genericità delle casistiche, si ritiene che ancora oggi i 4 criteri delineati nella sentenza siano soddisfattivi della verifica dell’effettiva esistenza di due centri di imputazione distinti e del concreto datore di lavoro.

Il lavoratore sorpreso ad appropriarsi di cibo nel supermercato per mangiarlo. Va licenziato?

Cassazione Civile n. 35581 del 19.11.2021

Apparentemente focalizzato sulla legittimità o meno del licenziamento per aver mangiato cibo “rubato” dal supermercato, la sentenza presenta un importante aspetto relativo all’importanza della graduazione delle sanzioni all’interno di un codice disciplinare. È fondamentale sottolineare come il datore di lavoro abbia la possibilità di delineare concretamente le diverse fattispecie sanzionatorie all’interno di regolamenti aziendali; d’altro canto, nell’imporre le condotte deve necessariamente identificare i comportamenti all’interno delle più generali previsioni della contrattazione collettiva al fine di graduarli all’interno delle condotte conservative o meno.

Trasferimento del lavoratore. La sede deve essere esistente e operante.

Tribunale di Napoli Nord del 4.01.2022

Nel trasferimento del caso esaminato la Corte affronta un elemento che spesso non è il primo ad essere focalizzato: l’attività nella nuova sede sarà effettiva? La sede è davvero esistente e operante? Solitamente vengono esaminate le ragioni alla base del trasferimento (spesso economiche), ma nella situazione riportata la gravità della pretestuosità del cambio di sede aveva ragioni ben più profonde. Per tale motivo l’esame dei Giudici ha dovuto spostarsi alla verifica dell’esistenza stessa della sede indicata sia dal punto di vista materiale che operativo.

Quando essere tempestivi è determinante.

Cassazione Civile n. 2869 del 31.01.2022

Nella sentenza emerge chiaramente l’intento di ribadire come la contestazione, oltre ad essere specifica, debba necessariamente essere inviata in modo tempestivo al lavoratore. L’eventuale prolungato lasso di tempo intermedio deve essere adeguatamente motivato.

Pensione, convivenza. In che procedimento va sollevata la questione

Cassazione Civile n. 41458 del 27.12.2021

La Corte qui ci evidenzia come siano del tutto slegati tra loro i procedimenti amministrativo e giudiziario nei confronti dell’Inps in tema di pensioni. L’allegazione nell’iter amministrativo della documentazione e sostegno del diritto non esime, in caso di rigetto, alla riproposizione avanti al Giudice, non potendosi considerare per acquisita.

Licenziamento per giustificato motivo oggettivo con azienda fallita. Quando l’offerta di mansioni diverse è fondamentale.

Cassazione Civile n. 1386 del 27.10.2021

La pronuncia oggi richiamata si innesta in un consolidato orientamento secondo il quale è doveroso valutare, prima di un licenziamento per motivi oggettivi, l’esistenza di mansioni equivalenti. Soltanto all’esito dello stesso il licenziamento sarà considerato legittimo.

Malattia professionale tabellata. La rendita è sempre dovuta?

Cassazione Civile n. 39751 del 13.12.2021

Il tema qui proposto affronta l’annoso problema della necessità, o meno, di prova della malattia professionale in caso di malattia rientrante nelle tabelle Inail. Ciò che rileva qui è che seppure nel caso specifico la malattia rientrasse tra quelle inserite in tabella, la prova circa l’esposizione costante presso l’azienda non poteva essere presunta.

Mobbing – demansionamento. Non è così facile da provare

Corte d’Appello di Catanzaro del 16.09.2021

La sentenza torna sulla necessità di fornire una prova puntuale circa l’intento persecutorio di chi agisce in modo vessatorio nei confronti del dipendente. L’intenzionalità quindi non può essere solo presunta.

Valore del contratto collettivo aziendale. Si tiene conto di quanto già percepivano i dipendenti?

Corte d’Appello di Milano del 9.11.2021

Il caso esaminato dalla Corte è quanto mai sempre spinoso. La qualificazione giuridica dell’uso aziendale e la sua concreta estrinsecazione nel rapporto di lavoro rende l’uso stesso o strumento che non può essere decurtato dalla retribuzione o, al contrario, elemento che può essere oggetto di modifica in pejus.

Diritto alle ferie, retribuzione ridotta a causa di inabilità al lavoro.

Corte di Giustizia UE n. c217.20 del 9.12.2021

La Corte di Giustizia pone in parallelo il diritto alle ferie la problematica della maturazione parziale delle stesse a seguito di congedo per malattia del prestatore. Il principio di intangibilità del diritto alla fruizione del periodo di ferie non cede il passo neppure in caso di inabilità alla prestazione e decurtazione della retribuzione percepita, non essendo la stessa causa dell’assenza dal lavoro volontaria.

Discriminazione della lavoratrice pubblica nella fruizione del congedo straordinario

Tribunale di Napoli Nord del 26.11.2021

La pronuncia richiamata oltre ad affrontare tutto il tema del concetto di convivenza ai fini della richiesta di congedo straordinario per l’assistenza di un disabile, compie un preciso excursus sul tema del diritto al risarcimento del danno da discriminazione. In particolare, affronta i diversi aspetti che conducono alla determinazione della somma da riconoscersi alla dipendente ingiustamente discriminata.