Seleziona una pagina

Ebbene: è arrivato il momento e la giornata giusta per entrare nel “magico” mondo del processo civile telematico.

Gli estranei alla professione ne sentono parlare ma ovviamente sono ignari del suo significato, mentre gli stessi addetti ai lavori – avvocati, personale di cancelleria, giudici – che teoricamente ne hanno compreso le modalità operative non riescono (nonostante i corsi pratici) a capire COME FUNZIONA.

Il processo civile telematico, che viaggia forse in modo agevole soltanto nel tribunale di Milano, non è altro che la trasposizione della realtà dei tempi di quel sistema giustizia fatto di tanta carta che è il processo civile (tant’è, appunto, che non trova applicazione nell’ambito penale dove la maggior parte della procedura è fondata sull’abilità oratoria dei legali, del pubblico ministero e del giudice stesso).

Lo scopo finale di informatizzare tutto il processo, nell’intento di chi nel 2009 ha pensato di dare il via a questa immensa opera di riforma, è quello di evitare l’inutile spreco di carta, l’intasamento dei tribunali con milioni di fascicoli, la celerità dello scambio delle comunicazioni e la riduzione dei tempi di attesa presso gli uffici giudiziari che hanno visto tagliare drasticamente personale e risorse economiche (in alcuni tribunali sono gli stessi avvocati che di tanto in tanto regalano qualche risma di carta per fare le fotocopie).

L’idea di chi ha pensato ad una simile riforma, devo darne atto, è stata più che lodevole ma mancano gli agganci per affrontare dignitosamente una simile inversione di rotta, tant’è che soltanto il 30.06.2014 si avrà un primo approccio al mutamento pensato (5 anni!!!!).

5 anni nei quali si è dovuto procedere a dotare di computer e programmi funzionanti le cancellerie, ad imporre l’utilizzo della posta certificata, della firma digitale nonché di tutti gli strumenti che poi di fatto sono necessari per informatizzare l’impianto statale della giustizia e per informatizzarci nei nostri piccoli studi legali.

Sarebbe tutto bello se un cambio di questo tipo avesse comportato un drastico mutamento del tipo: oggi mi reco in cancelleria e faccio tutto (depositi, copie ecc) con strumenti cartacei e dal 30.06 ogni attività si compirà con il sistema telematico; sarebbe bello e difficile ma porterebbe una vera innovazione.

Invece è come se ci stessimo orientando ad avere “una scarpa e uno zoccolo”, alcuni atti ancora in cartaceo mentre altri già informatizzati.

Così ad aggiungersi alla già grande difficoltà di affrontare un mestiere che ogni giorno ci mette sempre più alla prova si dovrà aggiungere la laboriosità di interfacciarsi con il tribunale.

Le indicazioni sul “cosa sì e cosa no” purtroppo non sono così chiare e nel momento in cui ci si trova a scrivere un atto, una lettera o a dover inserire un nuovo documento dovremo chiederci: che strumento devo utilizzare per farlo conoscere al mondo giustizia e/o agli avversari????

Una volta operata la distinzione – sempre con un certo margine di anticipo – dirò: se è cartaceo bene o male potrò muovermi anche all’ultimo minuto in considerazione dell’apertura delle cancellerie; se invece è telematico meglio muoversi, perchè non potrò fare a meno di domandarmi se andrà la connessione del mio pc, se il server centrale della giustizia sarà utilizzabile per ricevere quel che ho da produrre, per non correre il rischio di arrivare troppo tardi!

Se invece tutto seguisse un unico canale non si dovrebbero affrontare problemi di scelta; ci sarebbe certamente l’incognita di internet ma ognuno saprebbe già di dover agire “per tempo”.

Ecco allora che il processo civile telematico – per gli amici PCT – che obbligatoriamente ci investirà il 30.06 è uno strumento valido ma al tempo stesso incompleto.

Mi rendo perfettamente conto dell’esistenza di quei colleghi che utilizzano il computer solo perchè le macchine da scrivere sono obsolete e ogni mutamento viene visto come un colpo al cuore, ma le considerazioni appena svolte sono in realtà pensate anche a loro beneficio, se tutto dovesse necessariamente passare per il computer il primo impatto sarebbe difficile e laborioso, ma come si dice “si metterebbero il cuore in pace” ed invece è come avere una vecchia macchina diesel che prima di funzionare deve essere lasciata con il motore acceso per riscaldarsi.

Ciò detto, purtroppo, l’adeguamento sarà inevitabile con l’unica speranza che la fase totale del cambiamento non impieghi altrettanto tempo per essere attuata.

Open chat
1
Buongiorno, come posso esserti utile?
Powered by